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	<title>Orecchiocchio</title>
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	<description>Officina per il Benessere Sociale</description>
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		<title>MASTER IN PROGETTAZIONE SOCIALE</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociologia e Professioni]]></category>

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		<description><![CDATA[SIAMO LIETI DI INFORMAZIONE CHE  
 E’ STATO PROROGATO AL 31 GENNAIO 2010 il TERMINE DI ISCRIZIONE AL MASTER  IN PROGETTAZIONE SOCIALE.
 
Vi ricordo che il MASTER Universitario di I° livello in Progettazione Sociale, istituito dall’Università degli Studi di Teramo per l’anno accademico 2009-2010 e  nato dalla collaborazione con la SAF SOCIALE  del Comune di San Salvo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-102" title="le professioni" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2010/01/le-professioni.jpg" alt="le professioni" width="131" height="100" />SIAMO LIETI DI INFORMAZIONE CHE  </p>
<p><strong> </strong><strong>E’ STATO PROROGATO AL 31 GENNAIO 2010 il TERMINE DI ISCRIZIONE AL MASTER  IN PROGETTAZIONE SOCIALE.</strong></p>
<p> <span id="more-101"></span></p>
<p>Vi ricordo che il <strong>MASTER Universitario di I° livello in Progettazione Sociale, istituito dall’Università degli Studi di Teramo</strong> per l’anno accademico 2009-2010 e  nato dalla collaborazione con la SAF SOCIALE  del Comune di San Salvo <strong>ha una durata complessiva di 1.500 ore di cui:</strong></p>
<ul>
<li>500 h di lezioni frontali*;</li>
<li>500 h di stage/tirocinio in enti e/o organizzazioni che si occupano di progettazione sociale;</li>
<li>500 h studio individuale.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>* <strong>I principali insegnamenti del Master sono</strong>:  Le politiche sociali in Italia;  Le politiche sociali e le fonti di finanziamento UE; Le metodologia e le tecniche della progettazione sociale; Il budgeting progettuale; I sistemi di valutazione e di validazione della progettazione sociale; I formulari e i modelli di progettazione; Laboratorio di progettazione sociale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I crediti formativi complessivamente rilasciati dall’Università degli Studi di Teramo per questo Master sono 60.</strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Il Bando di ammissione al Master è disponibile all’interno del sito <a href="http://www.lifeinweb.com/cgi-bin/webmail.cgi?cmd=url&amp;xdata=~2-e44b30028fa2e2524323c8fff9878daaf687a4f0d1d2dcccd78fd1d6d2406c6f63616c686f737400&amp;url=http!3A!2F!2Fwww.unite.it!2F" target="_blank">www.unite.it</a></strong>.</p>
<p> </p>
<p><strong>SI PREGA <span style="text-decoration: underline;">PUBBLICIZZARE L</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">’</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">INIZIATIVA</span></strong><strong> E </strong></p>
<p><strong>DI FAR GIRARE LA MAIL A QUANTI POTREBBERO ESSERE INTERESSATI. </strong><strong></strong></p>
<p><strong>GRAZIE</strong><strong>.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PER INFO CONTATTARE </strong></p>
<p> </p>
<p><strong><em>Segreteria Master </em></strong><br />
<em>Fondazione Università di Teramo<br />
Campus di Coste Sant&#8217;Agostino &#8211; Facoltà di Scienze politiche </em><br />
Dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30<br />
Martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30<br />
tel. 0861.266092 &#8211; fax 0861.266091<br />
<a title="mailto:master@fondazioneuniversitaria.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="javascript:press_email('master@fondazioneuniversitaria.it')" target="_blank">master@fondazioneuniversitaria.it </a></p>
<p> </p>
<p>OPPURE</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Segreteria SAF- SCUOLA ALTA FORMAZIONE SOCIALE </em></strong></p>
<p><em>Comune di San Salvo</em></p>
<p><em>c/o Akon Service </em></p>
<p>Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.30</p>
<p>Martedì e Giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30</p>
<p>tel. 0873.342599/343704 – fax 0873.548142</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">saf.sociale@tiscali.it</span></p>
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		<title>Buon Natale e Felice 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[      
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>      <img class="aligncenter size-full wp-image-98" title="felice anno" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2009/12/felice-anno.jpg" alt="felice anno" width="145" height="145" /></p>
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		<title>Sette passi per la felicità</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 10:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mente e cervello]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensare ed essere positivi, stare sereni è il primo passo verso la felicità che si conquista in sette mosse secondo Hannah Booth, giornalista di The Guardian che a metà agosto ha messo nero su bianco la ricetta per essere o tornare a sorridere con il cuore. Gli ingredienti di questa preziosa miscela arrivano da altrettanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-84" title="gioia" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2009/09/gioia1.jpg" alt="gioia" width="145" height="118" />Pensare ed essere positivi, stare sereni è il primo passo verso la felicità che si conquista in sette mosse secondo Hannah Booth, giornalista di The Guardian che a metà agosto ha messo nero su bianco la ricetta per essere o tornare a sorridere con il cuore. Gli ingredienti di questa preziosa miscela arrivano da altrettanti esperti dei sentimenti e delle dinamiche umane: psicologi di fama d’America e Gran Bretagna.<span id="more-80"></span></p>
<p>Secondo passo: avere il coraggio di agire, mettendo fine ai rimpianti su quanto non si è fatto in passato.</p>
<p>Terzo: meditare. Un’arte antica da praticare con costanza capace di mettere a tacere i pensieri e le ansie e ritrovare l’equilibrio e la serenità.</p>
<p> Quarto: essere gentili con se stessi.</p>
<p>Quinto: usare bene il proprio pessimismo. Pensare che le cose possano andare male aiuta a trovare delle possibili soluzioni concrete al disagio.</p>
<p>Sesto: trovare qualcosa in cui credere, una fede religiosa o politica ad esempio.</p>
<p>Settimo: coltivare la felicità. Essere felici, sforzarsi di esserlo nelle piccole cose quotidiane. Anche questo è un esercizio che si può imparare con un po’ di pratica.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.intrage.it"><span style="color: #aa46aa;"> </span></a></p>
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		<title>Stranezze del nostro corpo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 09:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ecco una serie di notizie curiose sul nostro corpo che pochi conoscono ma sono dimostrate da numerosi studi scientifici. Il blog Oddee le ha riassunte per i suoi lettori. 
1) Il nostro corpo produce una sorta di aspirina sintetizzando acido salicilico a partire dall’acido benzoico presente in frutta e verdura.
2) Fare un pisolino durante l’orario di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-admin/?printer=1"></a></h1>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-74" title="corpo umano" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2009/09/corpo-umano1.jpg" alt="corpo umano" width="93" height="135" />Ecco una serie di notizie curiose sul nostro corpo che pochi conoscono ma sono dimostrate da numerosi studi scientifici. Il blog Oddee le ha riassunte per i suoi lettori. </div>
<p id="ynw-article-part2">1) Il nostro corpo produce una sorta di aspirina sintetizzando acido salicilico a partire dall’acido benzoico presente in frutta e verdura.</p>
<p>2) Fare un pisolino durante l’orario di lavoro aumenta la produttività e diminuisce del 37% il rischio di morte per cause cardiache.<span id="more-72"></span></p>
<p>3) L’eiaculazione in alcuni uomini causa riniti allergiche ed emicranie, forse a causa di una iperattività cerebrale che influenza aree cerebrali estranee al sesso.</p>
<p>4) L’impronta della lingua è unica come le impronte digitali e può servire all&#8217;identificazione.</p>
<p>5) I primi esseri umani erano tutti di pelle nera, la pelle bianca è un adattamento successivo alle diverse condizioni climatiche incontrate con le grandi migrazioni intraprese dai nostri antenati.</p>
<p>6) La pianta del piede è la regione più spessa delll’epidermide umana con 4 mm di media e anche la regione più ricca di ghiandole sudoripare.</p>
<p>7)L’appendice non è affatto inutile come si crede anche se è un organo vestigiale, perché ospita una gran parte della flora batterica intestinale.</p>
<p> <img src='http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Siamo più alti al mattino e più bassi la sera, perché durante il giorno c’è una significativa compressione dei dischi vertebrali.</p>
<p>9) Gli esseri umani emettono una debolissima luce al buio grazie al fenomeno della bioluminescenza.</p>
<p>10) Lo stomaco produce un rivestimento interno nuovo di zecca ogni 3 giorni per impedire agli acidi liquidi che contiene di ‘digerire’ se stesso.</p>
<p>11) La performance della nostra memoria cambia a seconda della posizione assunta dal nostro corpo.</p>
<p>12) Il fatto che il cervello umano è via via diventato più grande ha reso inservibili i denti del giudizio.</p>
<p>13) Le bionde (e i biondi) hanno più capelli. Il numero medio di follicoli piliferi sulla testa degli esseri umani è 110.000, ma chi ha i capelli biondi arriva a 146.000.</p>
<p>14) In media un uomo emette 14 peti al giorno.</p>
<p>15) Avere orgasmi frequenti previene il cancro della prostata. </p>
<p>Fonte: Murano G. 15 Facts You Didn&#8217;t Know About Your Body. Oddee 31/07/2009.</p>
<p><script type="text/javascript"></script><br />
<noscript></noscript><!-- SpaceID=2022271906 loc=FSRVY noad --><br />
<script type="text/javascript"></script></p>
<p><noscript></noscript><script type="text/javascript"></script><script src="http://l.yimg.com/d/lib/bc/bcr_2.0.4.js"></script><script type="text/javascript"></script></p>
<p><noscript></noscript><!-- p25.eunews.ird.yahoo.com compressed/chunked Sat Sep 19 09:29:44 GMT 2009 --></p>
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		<title>Il ballo nutre la mente</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 21:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mente e cervello]]></category>

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		<description><![CDATA[La musica è una vera e propria linfa vitale, un qualcosa che ridà spessore, profondità e agio alle nostre esistenze spossate e forzate da rigidità di pensiero e di quotidianità soggiogate da schemi, orari e compiti da svolgere sempre gli stessi, sempre uguali. La musica ci dà la possibilità di cambiare tutto, di rimettere tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="ballare" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2009/08/ballare.jpg" alt="ballare" width="108" height="145" />La musica è una vera e propria linfa vitale, un qualcosa che ridà spessore, profondità e agio alle nostre esistenze spossate e forzate da rigidità di pensiero e di quotidianità soggiogate da schemi, orari e compiti da svolgere sempre gli stessi, sempre uguali. La musica ci dà la possibilità di cambiare tutto, di rimettere tutto in discussione sorprendere la nostra vita e riossigenare il nostro animo. <span id="more-67"></span></p>
<p>Sono molti gli studi scientifici sugli effetti della musica sul nostro cervello. Uno recente (Harvard Medical School di Boston) la dice lunga sulle influenze dello studio della musica sul cervello dei bambini: basta seguire da bambini lezioni di musica per almeno un anno, per vedersi modificare il cervello dal punto di vista strutturale e funzionale. Si tratta in verità del primo studio che dimostra che il cervello dei bambini che studiano musica si sviluppa in modo differente da quello dei coetanei che non studiano musica.</p>
<p>Ma non è tutto qui, effetti diretti e indiretti della musica sulla nostra vita li possiamo osservare un po&#8217; in ogni età e non solo su spirito e cervello. Anche il corpo ne trae sani benefici se all&#8217;ascolto della musica uniamo qualche passo di danza. Lo dimostra un ampio rapporto frutto di un&#8217;indagine diretta da Jonathan Skinner della Queen&#8217;s University di Belfast. Gli esperti hanno condotto l&#8217;indagine in vari circoli e palestre con corsi di ballo in tre città, due in Irlanda e una in America, tramite interviste agli anziani dediti a qualche ora di ballo in compagnia. Già in passato altri studi avevano mostrato gli effetti positivi del ballo. Il risultato? &#8220;Gli anziani intervistati ricevono dal ballo benefici mentali, sociali, fisici &#8211; ha spiegato Skinner &#8211; abbiamo visto che ballare contribuisce alla longevità, offrendo all&#8217;anziano un interesse con cui divertirsi e per cui vivere, inoltre allevia l&#8217;isolamento sociale cui spesso sono lasciati gli anziani e di fatto riduce dolori e pene della terza età&#8221;.<br />
Insomma sia rumba, quickstep, foxtrot, tango o il classico ballo liscio non fa differenza: l&#8217;importante è ballare.</p>
<p>Questa ricerca si è basata su interviste qualitative per raccogliere le impressioni dei nonni ballerini per diletto, che magari si sono iscritti a un corso dopo la pensione. &#8220;Gli anziani intervistati ricevono dal ballo benefici mentali, sociali, fisici &#8211; ha spiegato Skinner &#8211; abbiamo visto che ballare contribuisce alla longevità, offrendo all&#8217;anziano un interesse con cui divertirsi e per cui vivere, inoltre allevia l&#8217;isolamento sociale cui spesso sono lasciati gli anziani e di fatto riduce dolori e pene della terza età&#8221;.</p>
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		<title>I benefici della &#8220;distrazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 10:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mente e cervello]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 12 MAG &#8211; Se ne facciano una ragione i professori brontoloni che rimproverano i propri studenti distratti in aula: i sogni ad occhi aperti non sono una perdita di tempo, potrebbero anzi essere un momento in cui il cervello, rilassandosi, risolve determinati problemi, anche complessi, riflette sul futuro anche se noi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="ynw-article-part2"><img title="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1886780&amp;r=PI" src="http://thm-a02.yimg.com/image/442b6e6ac2b6af1e" alt="Vai all immagine a grandezza naturale" width="130" height="89" />(ANSA) &#8211; ROMA, 12 MAG &#8211; Se ne facciano una ragione i professori brontoloni che rimproverano i propri studenti distratti in aula: i sogni ad occhi aperti non sono una perdita di tempo, potrebbero anzi essere un momento in cui il cervello, rilassandosi, risolve determinati problemi, anche complessi, riflette sul futuro anche se noi non ne siamo coscienti.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-56"></span>Infatti uno studio diretto da Kalina Christoff della University of British Columbia dimostra che sognare a occhi aperti, lasciare che la mente divaghi, attiva aree del cervello importanti per la risoluzione di problemi complessi, come la corteccia prefrontale. La scoperta, che rivoluziona un po&#8217; il concetto stesso del sognare a occhi aperti, é stata pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences.</p>
<p> </p>
<p>Finora si credeva che il &#8216;vagabondaggio della mente&#8217;, che occupa qualcosa come un terzo della nostra vita da svegli, ovvero la distrazione, il perdersi in fantasticherie estraniandosi dalla realtà contingente, fosse una perdita di tempo, sinonimo di pigrizia. Al sognare da svegli era stata associata peraltro l&#8217;attività di certe aree neurali dette &#8216;circuiti di default&#8217;, quelli cioe&#8217; accesi quando siamo alle prese con attività mentali di routine.</p>
<p> </p>
<p>Ma studiando il cervello di alcune persone con la risonanza magnetica funzionale é emersa una realtà più complessa: nei sogni a occhi aperti questi circuiti di default si accendono in parallelo a quelli legati alla risoluzione di problemi complessi che di solito si pensano accesi solo nei momenti più cruciali della nostra giornata. &#8220;Quando sogni a occhi aperti non puoi portare a termine un compito immediato come leggere un libro o stare attento in classe &#8211; conclude Christoff &#8211; ma e&#8217; possible che in quel momento la tua mente si stia prendendo del tempo per focalizzare problemi più importanti nella tua vita, per esempio questioni che riguardano la tua carriera o i tuoi rapporti sociali&#8221;.</p>
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		<title>Col dialogo interiore non esagerare.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 17:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migliorare se stessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gran parte della nostra vita è infatti trascorsa in un continuo dialogo interiore. Ci parliamo nella mente molte volte più del necessario. &#8220;Devo fare questo&#8221;, &#8220;ce la faccio&#8221;, &#8220;non ce la faccio&#8221; sono esempi di frasi che diciamo a noi stessi.  Alcune persone si tormentano la vita con pensieri negativi invece di dedicare le loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/3650209814.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-45" title="3650209814" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/3650209814.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a>Gran parte della nostra vita è infatti trascorsa in un continuo dialogo interiore.<strong></strong> Ci par</span><span style="font-size: x-small;">liamo nella mente molte volte più del necessario. &#8220;Devo fare questo&#8221;, &#8220;ce la faccio&#8221;, &#8220;non ce la faccio&#8221; so</span><span style="font-size: x-small;">no esempi di frasi che diciamo a noi stessi.  Alcune persone si tormentano la vita con pensieri negativi invece di dedicare le loro energie a più proficue attività. Passano le notti a rimuginare, ripensare senza avere requie.<span id="more-44"></span></span></p>
<div></div>
<p><span style="font-size: x-small;"></p>
<p class="MsoNormal"><strong>E&#8217; possibile iniziare a prendere controllo sul nostro mondo interiore con i tre semplici strumenti della PAUSA, della SOSTITUZIONE e della SCOMPOSIZIONE. </strong>Ecco quindi qualche semplice consiglio:</p>
<p class="MsoNormal"><strong>METODO DELLA PAUSA</strong> fai ogni tanto delle PAUSE, dei break, degli stop mentali per allontanare i pensieri, utilizzando le tecniche di rilassamento e di autoipnosi. Questa è anzi la regola principe per prendere controllo su te stesso;</p>
<p class="MsoNormal"><strong>METODO DELLA SOSTITUZIONE</strong> fai attenzione alle espressioni negative che utilizzi, ed applica la SOSTITUZIONE: sostituisci tali espressioni mettendo delle contro affermazioni e delle immaginazioni positive; ad esempio quando ti viene da dire &#8220;non posso fare X&#8221; sostituisci con &#8220;cosa posso fare allora?&#8221;. Oppure volgi al positivo: tutte le volte che pensi &#8220;va male&#8221; prova a dire &#8220;va bene!&#8221;. La mente rimarrà in tale maniera in uno stato di stallo tra le due affermazioni contrastanti e non prenderà né l&#8217;una né l&#8217;altra.</p>
<div></div>
<p><span style="font-size: x-small;"></p>
<p class="MsoNormal"><strong>METODO DELLA SCOMPOSIZIONE </strong>potrai utilizzare ad esempio il &#8220;metamodello semplificato&#8221;: ogni volta che ti si pone un pensiero negativo distruggilo! Utilizza con te stesso delle domande del tipo: come faccio a sapere specificatamente che va male? Come faccio a dire ?X?? E? sempre così? Poiché nessuno di noi conosce il futuro, è ovvio che tale metamodello semplificato, ripetuto, porterà alla constatazione: effettivamente non so se domani sarà come ieri (e chi lo sa?) oppure ti aiuterà a &#8220;scomporre&#8221; le tue impressioni globali (es. &#8220;tristezza&#8221;) in impressioni sensoriali (ho una sensazione di respirazione un poco bloccata) più facilmente modificabili.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Se combatti le incertezze vivi bene</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migliorare se stessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Combattere l’incertezza e mantenere il controllo è una motivazione fondamentale per gli esseri umani e un elemento basilare del benessere psicologico e della salute delle persone.
La mancanza di controllo è infatti una condizione sgradevole che attiva una risposta di paura e le persone tentano attivamente di ristabilire il controllo quando lo perdono o sentono che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/untitled.bmp"><img class="alignnone size-medium wp-image-40" title="untitled" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/untitled.bmp" alt="" /></a>Combattere l’incertezza e mantenere il controllo è una motivazione fondamentale per gli esseri umani e un elemento basilare del benessere psicologico e della salute delle persone.<br />
La mancanza di controllo è infatti una condizione sgradevole che attiva una risposta di paura e le persone tentano attivamente di ristabilire il controllo quando lo perdono o sentono che stanno per perderlo.<br />
La ricerca di oggi propone che, quando non siamo capaci di raggiungere una sensazione di controllo <em>obiettivamente</em>, proviamo a  farlo <em>percettivamente</em>, ovvero cominciamo a identificare in maniera illusoria, in una serie di stimoli casuali o non correlati, una <strong>configurazione coerente e significativa</strong>.<span id="more-39"></span> Tendiamo a percepire false correlazioni fra gli eventi, a vedere figure immaginarie, a mettere in atto rituali superstiziosi, ad aderire a teorie cospirazioniste ecc… Tutti questi comportamenti, all’apparenza molto distanti fra loro possono essere interpretati come manifestazioni di un medesimo processo psicologico, un meccanismo generale con cui la mente umana tenta di ripristinare il senso di controllo su un ambiente percepito come incerto o ambiguo.<br />
Per dimostrare tutto questo <strong>Jennifer A. Whitson e Adam D. Galinsky</strong> hanno condotto ben sei esperimenti.<br />
Li vediamo brevemente nel dettaglio.<br />
Nel primo studio alcuni soggetti erano sottoposti a un compito cognitivo, ma ricevevano un feedback arbitrario che li confondeva e  impediva loro di capire che cosa in effetti  il compito richiedesse di fare. Questi soggetti mostravano punteggi più alti alla <em>Personal Need for Structure Scale</em>, una scala che misura il bisogno di “strutturare il mondo in una forma semplificata e più maneggevole”, nella quale per esempio ci si definisce in accordo col fatto che “la routine” è una cosa apprezzabile.<br />
</span><a href="http://psicocafe.blogosfere.it/images/Whitson_Galinksy.jpg"><span style="font-family: Arial;"><img src="http://psicocafe.blogosfere.it/images/Whitson_Galinksy-thumb.jpg" border="0" alt="Whitson_Galinksy.jpg" width="100" height="233" align="left" /></span></a></p>
<div><span style="font-family: Arial;">Nel secondo studio altri partecipanti, sottoposti al compito cognitivo “incomprensibile”, individuavano con maggior frequenza degli altri delle figure all’interno di grovigli  visivi come quelli che vedete nell’immagine qui accanto. Figure che…non c’erano.<br />
Nel terzo esperimento ad alcuni soggetti era chiesto di ricordare un’esperienza in cui avevano perso il controllo e ad altri un’esperienza in cui avevano avuto il pieno controllo su una situazione. Tutti hanno poi giudicato tre scenette contenenti credenze superstiziose, tipo “Carlo ha toccato tre volte ferro prima della riunione,  il suo progetto è stato accolto”. <br />
I risultati hanno dimostrato che coloro che avevano ricordato un’esperienza di scarso controllo percepivano una maggiore connessione fra i due eventi (toccare ferro e progetto accolto) ed erano più propensi a mettere in atto comportamenti simili per il futuro.<br />
Nel quarto esperimento coloro che avevano ricordato un’esperienza di mancanza di controllo vedevano con più probabilità degli altri figure inesistenti nei grovigli visivi e sospettavano più spiegazioni cospirazioniste in brevi raccontini ambigui.<br />
Insomma, se viviamo o ricordiamo un momento di scarso controllo, tendiamo a trovare regole, collegamenti, configurazioni, relazioni fra stimoli del tutto sconnessi pur di non sentire addosso la sensazione di ambiguità e di incertezza.<br />
Nel sesto esperimento è stato dimostrato che, se a una condizione di scarso controllo percepito fa seguito un momento “autoaffermativo”, ad esempio pensare, osservare e affermare i propri valori personali, le cose in cui si crede e che si ritengono importanti, si riduce la necessità psicologica di ricorrere alle correlazioni illusorie, alle superstizioni e alle cospirazioni per fronteggiare  la sgradevole sensazione di mancanza di controllo.<br />
In conclusione si può affermare che il cervello si inganna, ma lo fa per buone ragioni. E’ certamente preferibile percepire accuratamente il proprio ambiente, ma se si sperimenta l’intollerabile incertezza, poter pensare un po’ magicamente, riuscire  a trovare spiegazioni plausibili  benchè fallaci, ci aiuta ad affrontare quell’incertezza e a non soccombervi.<br />
I ricercatori concludono con un cenno alla psicoterapia, che un mio bravo professore chiama “un’oasi di ordine in mezzo al caos”, la quale, nel tentativo di fornire ai pazienti il senso del controllo sulle proprie vite, riduce per esempio le tendenze ossessivo-compulsive (impregnate di pensiero magico) o le false attribuzioni di intenzione maligna nei comportamenti innocui degli altri.<span style="font-family: Arial;">Report |</span></span></div>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Arial;"> </p>
<p></span></span></p>
<p><a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/322/5898/115.pdf"><span style="color: #888888; font-family: Arial;">Lacking Control Increases Illusory Pattern Perception </span></a><a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/322/5898/115.pdf"><span style="color: #888888; font-family: Arial;"> </span></a><span style="font-family: Arial;">(pdf</span></p>
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		<title>I musicisti sono più intelligenti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 16:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mente e cervello]]></category>

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		<description><![CDATA[Il loro cervello lavora diversamente
Geni della musica e&#8230;nella vita. Il cervello dei &#8220;giovani Mozart&#8221; infatti sembra funzionare in modo diverso. Gli psicologi della Vanderbilt University (Usa), grazie a uno studio su &#8216;Brain and Cognition&#8217;, hanno scoperto che i musicisti ricorrono in modo più efficace a una tecnica creativa chiamata &#8216;pensiero divergente&#8217;, e usano contemporaneamente l&#8217;emisfero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="blu"><a href="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/2662942153.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-34" title="2662942153" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/2662942153.jpg" alt="" width="170" height="166" /></a>Il loro cervello lavora diversamente</h3>
<p>Geni della musica e&#8230;nella vita. Il cervello dei &#8220;giovani Mozart&#8221; infatti sembra funzionare in modo diverso. Gli psicologi della Vanderbilt University (Usa), grazie a uno studio su &#8216;Brain and Cognition&#8217;, hanno scoperto che i musicisti ricorrono in modo più efficace a una tecnica creativa chiamata &#8216;pensiero divergente&#8217;, e usano contemporaneamente l&#8217;emisfero destro e sinistro della corteccia frontale più spesso rispetto all&#8217;uomo medio.<span id="more-33"></span></p>
<p>&#8220;Eravamo interessati a comprendere come le persone naturalmente creative guardassero ai problemi che possono essere risolti al meglio pensando fuori dagli schemi&#8221;, spiega <strong>Bradley Folley</strong>, fra gli autori dello studio che sarà pubblicato su &#8216;Brain and Cognition&#8217;. &#8220;Abbiamo studiato i musicisti perché il pensiero creativo fa parte della loro esperienza quotidiana. E abbiamo scoperto differenze quantitative nel tipo di riposte che danno ai problemi e nella loro attività cerebrale&#8221;.</p>
<p>Il lavoro è stato condotto su un gruppo di 20 studenti di musica classica della Vanderbilt Blair School of Music e su altrettanti coetanei non musicisti iscritti a un corso di psicologia dell&#8217;ateneo. Per indagare nella mente dei volontari i ricercatori si sono serviti di una tecnica chiamata spettroscopia nel vicino infrarosso, che ha permesso loro di misurare le modificazioni dell&#8217;ossigenazione del sangue nella corteccia, mentre un soggetto era impegnato in un test cognitivo.<br />
Così si è visto che il cervello dei giovani musicisti &#8216;gira in modo diverso&#8217;. E che, in generale, gli studenti di musica presentavano un Qi più alto dei colleghi non musicisti.</p>
<p>Una scoperta che supporta recenti teorie secondo le quali una formazione musicale intensiva è associata a un alto quoziente d&#8217;intelligenza. Secondo gli scienziati, una possibile spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che molti dei &#8216;nipotini di Mozart&#8217; devono saper usare le mani in modo indipendente per suonare il proprio strumento. Senza contare che tutti devono contemporaneamente essere in grado di leggere i simboli musicali e interpretarli.</p>
<p>Si tratta di funzioni governate da lati diversi del cervello. &#8220;I musicisti devono essere particolarmente bravi nell&#8217;integrare informazioni che arrivano da entrambi gli emisferi. Per leggere le note, infatti, si ricorre al sinistro, mentre per l&#8217;interpretazione della musica scritta si usa il destro&#8221;, spiega Folley.</p>
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		<title>Un nuovo servizio per VOI: counseling</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 20:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sapatvero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migliorare se stessi]]></category>

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		<description><![CDATA[
CHIAMA IL 328.3132766
Il Counseling è un servizio, una relazione di aiuto rivolta a chi vive una situazione difficile, causata o aggravata dallo stress e una pratica che, soprattutto negli ultimi anni, si è diffusa in tutta Italia, nelle scuole come nella vita quotidiana di ogni famiglia in difficoltà. Far vincere o far ridurre lo stress, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/counseloe.bmp"><img class="alignnone size-medium wp-image-22" src="http://www.lifeinweb.com/orecchiocchio/wp-content/uploads/2008/10/counseloe.bmp" alt="" /></a><br />
CHIAMA IL 328.3132766</p>
<p style="text-align: left;">Il Counseling è un servizio, una relazione di aiuto rivolta a chi vive una situazione difficile, causata o aggravata dallo stress e una pratica che, soprattutto negli ultimi anni, si è diffusa in tutta Italia, nelle scuole come nella vita quotidiana di ogni famiglia in difficoltà. Far vincere o far ridurre lo stress, far produrre ed utilizzare una maggiore energia, far accrescere l’autostima, e quindi far acquisire un maggior benessere psicofisico per fronteggiare con successo ai vari problemi. Questi sono gli obiettivi primari del processo del Counseling.<br />
<span id="more-14"></span><br />
Il Counseling è un percorso attraverso il quale si riesce a conoscere meglio le proprie capacità ed a scegliere ed utilizzare in maniera adeguata le proprie risorse: tutto ciò per superare i disagi che impediscono l’evoluzione e l’espressione personale necessarie per il raggiungimento degli obiettivi desiderati. Tipico è il caso di un intervento di Counseling nelle mediazioni di problemi familiari dove spesso sono coinvolti, oltre alla coppia, figli minori ed altre realtà parentali, con eventuali situazioni patologiche e/o implicazioni civili e penali.</p>
<p style="text-align: left;">Il Counseling psicopedagogico inoltre è una relazione di aiuto che si svolge prevalentemente in ambito scolastico ma anche in tutte quelle strutture educative, istruttive e lavorative che necessitano di un metodo per migliorare il rendimento dei soggetti coinvolti nelle varie realtà. In tali ambienti il Counselor è la figura di riferimento e l’esperto dei processi educativi e formativi non solo per gli alunni, ma anche per i docenti, per gli altri operatori scolastici e per le famiglie degli alunni. Nella scuola il Counselor agevola le relazioni insegnanti-studenti, insegnanti-genitori, genitori-figli. Progetta e programma interventi di aggiornamento professionale per tutti gli operatori scolastici, e di orientamento scolastico e/o professionale per studenti. Ma una analoga relazione di aiuto può essere fornita in ambito familiare dove il Counselor si rivolge a quei genitori che hanno difficoltà a comprendere il comportamento dei propri figli quando questi vivono un disagio imputabile alle naturali trasformazioni della crescita fisiologica, o quando avvertono un malessere psicologico proprio dell’età evolutiva. Nell’ambito lavorativo l’intervento del Counselor serve a favorire le dinamiche relazionali fra il personale e a valorizzare le risorse umane.</p>
<p style="text-align: left;">La relazione di aiuto del Counseling prevede tre fasi:</p>
<p style="text-align: left;">- la prima fase (anamnesi) è conoscitiva e serve a raccogliere tutti i dati relativi al problema<br />
che si vuole risolvere;</p>
<p style="text-align: left;">- la seconda fase (assessment) riguarda la valutazione del disagio sia dal punto di vista<br />
qualitativo che da quello quantitativo;</p>
<p style="text-align: left;">- la terza fase (counseling vero e proprio) comprende, dopo l’adesione al progetto e l’instaurazione di un buon rapporto comunicativo tra Cliente e Counselor, l’eleborazione di una strategia per l’eliminazione o la riduzione del disagio denunciato.</p>
<p style="text-align: left;">La relazione di aiuto offerta dal Counselor può essere strutturata in vari modi:</p>
<p style="text-align: left;">- nella forma del dialogo faccia a faccia, cioè con la presenza fisica del richiedente nello Studio del Counselor;</p>
<p style="text-align: left;">- nella stessa forma in ambiente scolastico, socio-sanitario o lavorativo;</p>
<p style="text-align: left;">- nella forma Counseling on line (via e-mail).</p>
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